IRAP rimborso

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Niente IRAP per i piccoli imprenditori
La Corte di Cassazione, nella sentenza 21122-21123-21124, torna ad occuparsi di IRAP e di piccoli imprenditori. Infatti nelle sentenze sopra indicate si afferma che nel caso dei piccoli imprenditori, se questi sono sprovvisti di stabile organizzazione, non possono essere considerati soggetti passivi ai fini IRAP.
La Corte Suprema ricorda che il solo fatto di dichiarare un reddito d’impresa o di lavoro autonomo è una questione, di per sè non rilevante ai fini IRAP o meglio di non assoggettazione automatica all’imposta.
Inoltre nella sentenza si afferma che il principio già adottato per altre categorie che prevede la non assoggettabilità ai fini IRAP in caso di mancanza del requisito della stabile organizzazione, dev’essere esteso anche ai piccoli imprenditori. Infatti secondo la Cassazione, un piccolo imprenditore normalmente dovrebbe essere dotato di un’organizzazione minimale di beni strumentali e non dovrebbe avvalersi di lavoro altrui. Le sentenze assimilano i lavoratori autonomi ai piccoli imprenditori per garantire anche una parità di trattamento fiscale.
In definitiva la Corte afferma che per il piccolo imprenditore dev’essere esclusa l’assoggettamento all’IRAP.

Rimborso IRAP prova a carico del contribuente
Nella sentenza n. 21578 del 21 ottobre 2010, la Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi di IRAP e per la precisione di rimborsi IRAP.

IL FATTO
Un agente di commercio aveva proposto ricorso contro l’Agenzia delle Entrate per il diniego dell’Amministrazione Fiscale al rimborso IRAP versata negli anni 1999, 2000 e 2001. Sia la Commissione Tributaria Provinciale che quella Regionale aveva riconosciuto il diritto al rimborso da parte del contribuente. In particolare era stato evidenziato che per l’assoggettamento all’imposta era necessaria un’analisi della struttura organizzativa. Inoltre la stessa Commissione Tributaria Regionale non era stata in grado di provare che il contribuente aveva dipendenti o collaboratori o che aveva usato beni strumentali di rilevante valore. Contro questa sentenza l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. LA SENTENZA
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la decisione della Commissione Tributaria Regionale non era conforme all’orientamento della giurisprudenza secondo la quale l’esercizio dell’agente di commercio è escluso dall’applicazione dell’IRAP soltanto qualora si tratti di attività autonomamente organizzata. Il requisito dell’autonoma organizzazione ricorre quanto il contribuente: Non sia il responsabile dell’organizzazione o risulti inserito in organizzazioni riferibili ad altrui responsabilità Impieghi di beni strumentali che non vadano oltre il mimino indispensabile per l’esercizio dell’attività. La sentenza si conclude affermando che nel caso di rimborso IRAP l’onere della prova relativa alla assenza di una stabile organizzazione spetta al contribuente e non all’Agenzia delle Entrate

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